"Un Paese è sviluppato non quando i poveri posseggono automobili, ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette" Gustavo Petro, sindaco di Bogotà.
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Genova arriva 16esima al Giretto d'Italia

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Nell’ultima decade di settembre si è svolto il Giretto d’Italia, iniziativa di Legambiente dove le città italiane (quest’anno 25) si sono sfidate con il conteggio dei ciclisti e dei fruitori della micromobilità (monopattini, mono ruota, overboard, ecc.) che sono transitati davanti a determinati check point.

Il Giretto ha un valore simbolico, sia per il poco tempo della rilevazione sia perché la diversità delle città in gara in termini di urbanistica, densità abitativa e dinamiche di traffico rende complesse le valutazioni.

A Genova i nostri volontari  FIAB che hanno collaborato all’iniziativa assieme al Comune hanno contato 727 transiti complessivi di bici e monopattini. L’analisi dei numeri per valori assoluti ci racconta che a Pesaro sono stati conteggiati 7.537 mezzi sostenibili (bici e monopattini o altro), a Piacenza 6.194, a Reggio Emilia 5.481, a Padova 4.833, a Milano 4.536, a Bolzano 4.106, a Ravenna 3692, a Ferrara 2.676, a Novara 2.336, a Fano (PU) 2.254, a Trento 1.921, a Torino 1.600, a Palermo 1.095, a Udine 983, a Bologna 841, a Genova 727, a Misano Adriatico (RN) 514, a Carpi (MO) 511, a Pavia 435, a Jesi (AN) 358, a Napoli 295, a Carmagnola (TO) 212, a Roma 111, a Brescia 95, a Lecce 20.

La nostra città si è quindi classificata al 16° posto su 25 partecipanti. Considerato che lo scorso anno Genova era arrivata solo terzultima e che nella presente classifica è preceduta di poco da città come Bologna e Udine non è un brutto piazzamento. Che con le nuove corsie ciclabili d’emergenza era nata la voglia di bici tra i genovesi lo si era già percepito in strada ma ora ci sono anche dei numeri a dimostrarlo (tabella di dettaglio dei dati rilevati dalle 7,30 alle 10,00 del 17/9/2020 qua sotto).

tabellagirettositoUn dato per tutti: i transiti in Via XX Settembre sono stati quasi il doppio rispetto a quelli rilevati l’anno precedente. E la tanto contestata, dagli automobilisti, pista ciclabile di Corso Italia? Abbiamo contato 133 tra bici e monopattini  transitati dalle 7,30 alle 10 verso ponente, normale percorso per chi abita nei quartieri residenziali del levante e va a lavorare in centro. Sono tanti? Sono pochi? Non lo sappiamo, quello che sappiamo è che se non ci fossero state queste 133 persone avremmo avuto 133 auto in più ad aumentare il traffico, considerato che da noi il car pooling è sconosciuto. Oppure 133 moto che avrebbero intasato i parcheggi già saturi del centro o ancora 133 persone che avrebbero occupato preziosi spazi sul mezzo pubblico che per via del distanziamento anti covid va lasciato alle persone anziane che non possono fare altrimenti. Si è trattato di 133 cittadini virtuosi che non inquinano e non intasano le strade. Cittadini che vanno rispettati e protetti.

 

   
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