"Un Paese è sviluppato non quando i poveri posseggono automobili, ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette" Gustavo Petro, sindaco di Bogotà.
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Manuale del ciclismo urbano

copertina manualeSiamo, quindi, giunti alla terza edizione di questo manuale. L’ultima pubblicata risale a più di sei anni fa e possiamo dire che, almeno dal punto di vista della mobilità, da allora è cambiato il mondo. Già nel 2018, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge quadro sulla mobilità ciclistica, dopo vent’anni di battaglie delle associazioni, FIAB in testa, il nostro Paese si dotava di uno strumento legislativo all’avanguardia nell’ambito della mobilità dolce. L’accelerazione è, poi, arrivata nel 2020, quando la necessità di ripensare la vita nelle città e delle persone per contrastare il Covid ha fatto fare passi da gigante al nostro Paese nella direzione di una mobilità più sostenibile. Sono state introdotte norme nel Codice della Strada che ci hanno messo al pari con i Paesi del nord Europa più virtuosi in questo senso. Sono state introdotte nel nostro ordinamento le corsie ciclabili, le case avanzate per le bici, il senso unico eccetto bici, le strade a priorità ciclistica e così via. Certo, sono tutte norme migliorabili e che necessitano da parte dei Comuni la volontà di essere applicate, ma noi siamo qui per questo. Siamo qui per stimolare il miglioramento delle norme, siamo qui per stimolare le pubbliche amministrazioni ad applicare tali norme. Siamo qui anche per diffondere la cultura della mobilità ciclistica e questo manuale, riveduto e implementato con le novità del 2020, serve allo scopo.

Bici vietate in porto anche per chi ci lavora

haltE’ notizia di questi giorni, i lavoratori delle aziende che hanno la sede all’interno dell’area portuale muniti di regolare permesso di accesso e che hanno scelto di raggiungere il loro luogo di lavoro in bicicletta  si sono visti improvvisamente negare l’accesso  per via del loro mezzo di trasporto.

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Sono disponibili le registrazioni dei nostri interventi sul Biciplan

 

Si sono conclusi i nostri interventi Zoom sul Biciplan, le registrazioni sono state caricate sul nostro canale Youtube. Qui trovate il link alla playlist, per tutta la prima settimana di marzo verranno condivise una per una su Facebook. Buona visione e perdonate la registrazione "amatoriale".

Venticinque azioni strategiche per il Centro Storico

piano centro storicoRivitalizzare il Centro Storico, restituire gli spazi alle persone, azzerare l’inquinamento, garantire la sicurezza e favorire il commercio e il turismo. Per 37 associazioni e realtà locali impegnate da anni sul territorio, tra cui la nostra, questa visione è a portata di mano, e garantirebbe a Genova un futuro di benessere, sviluppo, efficienza, inclusione Come? Mettendo in atto – Comune e cittadini - 25 azioni strategiche per rendere il Centro Storico il primo quartiere senz’auto (e senza fumo) della città. Restituendo gli spazi occupati da auto e moto alle persone e quindi anche a commercio e turismo.

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Corso Italia 1989, siamo ancora lì...

urbano012Vi vogliamo raccontare una storia: correva l'anno 1989, noi già esistevamo, allora il ciclismo urbano era praticamente inesistente ma la voglia di aria pulita e di andare in bici in tranquillità era tanta. Si voleva che almeno la domenica Corso Italia fosse liberata dalle auto e lasciata a ciclisti e pedoni. Palazzo Tursi faceva orecchie da mercante, decidevamo quindi di fare un biciassedio al palazzo. Ecco qui la sua cronaca del biciassedio. Era il 9 febbraio 1989.

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tazza pedalaognigiorno

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